Lavoratori domestici: Cresce il lavoro irregolare

Nel 2025 risultano all’INPS 804.464 lavoratori domestici, in calo di circa 18.000 unità rispetto all’anno precedente. Tra l’emergenza assistenza e la necessità che le famiglie siano “buoni datori di lavoro”

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Manuel Alvarez da Pixabay

Nel 2025 risultano all’INPS 804.464 lavoratori domestici, in calo di circa 18.000 unità rispetto all’anno precedente. Tra l’emergenza assistenza e la necessità che le famiglie siano “buoni datori di lavoro”

Sono stati pubblicati i nuovi dati Inps dell’Osservatorio sui lavoratori domestici, che per il 2025 mostrano un arretramento del numero di lavoratori “regolari”. Nel 2025 i lavoratori domestici con almeno un contributo versato all’INPS sono stati 804.464, in flessione per il quarto anno consecutivo (-2,3% rispetto al 2024). Dopo gli incrementi registrati nel biennio 2020-2021, dovuti alla regolarizzazione spontanea legata al lockdown e al decreto sull’emersione di rapporti di lavoro irregolari (decreto Rilancio), si registra, tra il 2021 e il 2025, una perdita di circa 173mila lavoratori.

Il Nord-Ovest è l’area geografica con il maggior numero di lavoratori (30,7%), seguita dal Centro con il 27,7%, dal Nord-Est con il 19,9%, dal Sud con il 12,1% e dalle Isole con il 9,6%.

La regione con il maggior numero di lavoratori domestici è la Lombardia con 156.316 lavoratori (19,4%), seguita dal Lazio (14,1%), dalla Toscana (8,9%) e dall’Emilia Romagna (8,6%). In queste quattro regioni si concentra poco più della metà dei lavoratori domestici in Italia. La composizione dei lavoratori per nazionalità evidenzia una forte prevalenza di lavoratori stranieri (68,9% del totale), anche se si conferma una tendenza decrescente già iniziata nel 2022.

Nel 2025 la quota della tipologia di lavoro “Badanti” è stata del 51,3%, tale dato conferma la prevalenza, verificatasi per la prima volta nel 2024, sulla quota “Colf” (48,7%). La tipologia “Colf” è prevalente tra i lavoratori italiani e quasi tutti i lavoratori stranieri, ad eccezione di quelli provenienti dall’Europa dell’Est, dall’Asia Medio Orientale, dal Nord Africa, dall’America del Sud e Centrale, in cui prevale la tipologia “Badante”.

Tra i lavoratori domestici la classe d’età “55-59 anni” è quella con la maggior frequenza, con un peso pari al 18,8% del totale, mentre il 27,2% ha un’età pari o superiore ai 60 anni e solo l’1,6% ha un’età inferiore ai 25 anni.

L’analisi dei dati sulle retribuzioni nel 2025 conferma che, contrariamente a quanto accade per altre categorie di lavoro, le lavoratrici domestiche in media hanno una retribuzione più alta rispetto agli uomini, rispettivamente 8.100 euro contro 7.700. La retribuzione, oltre che per sesso, si differenzia anche per tipologia di lavoro: l’attività di badante, infatti, presenta retribuzioni mediamente più alte del 28% rispetto all’attività di colf.

I dati, elaborati dall’INPS, sono stati presentati il 18 giugno nel corso del convegno “Il lavoro domestico nel sistema di welfare”, organizzato da INPS e da Nuova Collaborazione. “Ogni anno a giugno l’INPS diffonde una ricchissima documentazione statistica relativa ai lavoratori domestici regolarmente retribuiti, a quelle persone, cioè, che entrano regolarmente nelle nostre case – e spesso ci dormono – con funzioni di colf, baby sitter o assistenti familiari (per brevità badanti)”, scrive il direttore CISF, Francesco Belletti, in un’analisi su Famiglia Cristiana. Il convegno, sottolinea Belletti, ha messo in evidenza “quanto sia importante che le famiglie siano aiutate ad essere dei “buoni datori di lavoro” (funzione delle associazioni datoriali), anche se magari potrebbe costare qualcosa in più, perché avere rapporti formalizzati e regolati da contratti nazionali dà più tranquillità, dignità e qualità a tutti i soggetti in gioco: le famiglie, i lavoratori e le persone (o le loro case) destinatarie della cura. Inoltre, a partire da rapporti di lavoro formalizzati si potrebbe anche costruire un sistema di qualificazione professionale dei lavoratori, a garanzia di tutti”.

Leggi qui l’analisi su Famiglia Cristiana

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